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L'aromaterapia funziona! Chiunque abbia sperimentato l'aromaterapia ve lo dirà: questo tipo di medicina alternativa è straordinariamente efficace! Per le storte c'è il Wintergreen, per i tagli il Cisto, contro il mal di testa bastano due gocce di olio essenziale di Menta Piperita... rapido ed efficace!  Ma da dove derivano le numerose proprietà degli oli essenziali? Quali sono i processi che li rendono così efficaci? In che modo agiscono sull'organismo? Com'è possibile che degli oli così simili dal punto di vista botanico possiedano proprietà diverse?  Cerchiamo di vederci più chiaro!

Ultimo aggiornamento: novembre 2018

Cos'è un olio essenziale?

Definizione

Image Compagnie Des Sens

Se prendiamo un dizionario (sì, avete capito bene, quello strano oggetto che somiglia a Wikipedia e che troppo spesso fa solo da soprammobile!), scopriamo che un olio essenziale è una "sostanza aromatica molto volatile, estratta da alcuni vegetali". Questo è il primo passo...

Una definizione più approfondita è: "prodotto odoroso, solitamente di composizione complessa, ottenuto da una materia prima vegetale botanicamente definita, tramite distillazione in corrente di vapore o tramite un procedimento meccanico a freddo". Meglio, no?

Per farla breve, un olio essenziale è un estratto puro, naturale e completo ottenuto dalla distillazione della parte odorosa delle piante o degli alberi aromatici.

È quindi composto da un insieme di molecole aromatiche (spesso ce ne sono più di 200 nello stesso olio), ed è proprio da questa complessità che derivano le proprietà e l'efficacia degli oli essenziali.

Produzione

Prima di scoprire come agiscono gli oli essenziali, analizziamone velocemente il processo (o meglio i processi)di fabbricazione:

  • La stragrande maggioranza degli oli essenziali si ottiene tramite distillazione in corrente di vapore della pianta. Il vapore acqueo passa attraverso la materia prima (fiori, foglie, ramoscelli...) in un alambicco, estraendo le molecole aromatiche. Il vapore viene quindi lasciato raffreddare e in questo modo si ottiene l'olio essenziale ( e l'idrolato).

  • Gli oli essenziali ottenuti dagli agrumi sono un caso un po' particolare, perché si ricavano dalla scorza dei frutti. In questo caso la distillazione non serve, basta pressare meccanicamente la scorza per ottenere l'essenza.

Qualunque sia il metodo di estrazione utilizzato, la resa delle piante è molto bassa: servono decine, o addirittura centinaia di kg di materia prima per ottenere 1 kg di olio essenziale. Una boccetta di olio essenziale è quindi un vero e proprio concentrato di pianta! (Ad esempio, un flacone da 5 ml di olio essenziale di Patchouli corrisponde a 20 kg di foglie).

È per via dell'alto contenuto di principi attivi che l'aromaterapia non è un tipo di medicina dolce!  Ed èper questo che gli oli essenziali vanno usati con prudenza...

Come agiscono gli oli essenziali?

Gli oli essenziali arrivano proprio dappertutto!

Costituiti principalmente da molecole "sottili", gli oli essenziali penetrano facilmente nell'organismo.

  • Per via orale o cutanea ci mettono pochi minuti ad incanalarsi nei vasi sanguigni e i principi attivi si dirigono quindi rapidamente verso gli organi mirati.
  • Per inalazione le molecole volatili raggiungono molto velocemente i recettori situati nel bulbo olfattivo del cervello.
È proprio la facilità di penetrazione e la rapidità dell'azione degli oli essenziali che ne dimostra gli effetti incredibili che hanno sull'organismo.

I principi fondamentali dell'aromaterapia

Gli esperti concordano sul fatto che l'efficacia degli oli essenziali derivi da tre aspetti:

  • attività biochimica - si tratta dell'attività più studiata e della quale abbiamo il maggior numero di informazioni: determinate molecole che compongono gli oli essenziali agiscono su dei recettori biochimici dell'organismo con un conseguente effetto terapeutico.
  • attività energetica - gli oli essenziali possiedono una carica elettronica quindi sono un eccesso o un deficit di elettroni e hanno quindi la possibilità di scambiarli nell'ambiente circostante.
  • attività informativa - l'odore degli oli essenziali (il loro aroma) viene trasmesso al cervello sotto forma di influsso nervoso, le molecole aromatiche inducono quindi delle reazioni psicologiche o fisiologiche importanti.
Queste tre attività non sono indipendenti l'una dall'altra, ma agiscono in sinergia ed è proprio questa complementarietà a creare la specificità dell'aromaterapia.

1 - la biochimica degli oli essenziali


È sicuramente l'aspetto più studiato e il più documentato dei tre , oltre ad essere anche quello che più lo avvicina alla terapia "tradizionale" poiché risiede sull'interazione delle molecole con i diversi elementi che compongono l'organismo.


Come abbiamo già visto, gli oli essenziali sono composti da molteplici molecole complesse. Numerosi studi farmacologici e scientifici (in vitro per la maggior parte, ma anche in vivo) hanno consentito di comprendere in parte il funzionamento di queste molecole in modo tale da spiegare quelle che sono le proprietà dei vari oli essenziali grazie proprio alle relazioni tra struttura e attività delle molecole.

Invece di tuffarci in una descrizione esaustiva delle diverse molecole aromatiche e delle loro proprietà prendiamo in considerazione qualche esempio chiave:

  • nella parte introduttiva di questa pagina parlavamo di Wintergreen (Gaultheria fragrantissima Wall) e della sua efficacia per combattere i dolori muscolari, bene, quest'olio essenziale è composto per circa il 99% di salicilato di metile, un estere dalle proprietà antinfiammatorie e analgesiche; questo estere è in grado di inibire la sintesi delle prostaglandine (i mediatori chimici del processo infiammatorio) e di altri mediatori aventi la stessa funzione, bloccando quindi la trasmissione del messaggio dell'infiammazione, il salicilato di metile calma il dolore, esattamente ciò che avviene con l'acido acetilsalicilico, sostanza molto simile al salicilato di metile, più conosciuto sotto il nome di aspirina.
  • un altro esempio può essere il camazulene, presente negli oli essenziali di Tanaceto e Camomilla Blu, un antistaminico molto potente. Diversi studi hanno infatti dimostrato che è in grado di inibire la produzione di istamine, molecole prodotta dal nostro sistema immunitario che innescano le reazioni allergiche... come volevasi dimostrare ;)

La nozione di chemiotipo

Il chemiotipo designa una varietà biochimica all'interno della stessa specie di pianta. Alcune piante sintetizzano delle sostanze diverse in base alla zona nella quale crescono. Per esempio, per fare un parallelismo con la viticoltura, il chemiotipo sta agli oli essenziali come l'IGP sta al vino, in base alla zona di coltivazione, lo stesso vitigno produrrà un vino differente (e menomale!). 

Stessa storia quindi per le piante aromatiche: un cespo di timo che cresce in montagna produce più geraniolo mentre un ceppo che cresce in una zona secca e calda produce più carvacrolo. Ogni olio essenziale quindi, in base alla regione di origine, avrà dei chemiotipi differenti, e quindi delle proprietà terapeutiche differenti!

Tuttavia è importante ricordare che nonostante molte proprietà siano state studiate e riconosciute dagli esperti in aromaterapia, non sono ancora state oggetto di ricerche abbastanza approfondite da spiegare in modo esaustivo il meccanismo biochimico che le sottende, a farla breve sappiamo che funziona ma non sappiamo ancora esattamente perché. Si è scoperto anche che l'azione in sinergia delle molecole è più forte della somma degli effetti di diversi oli presi singolarmente ed è proprio questo che costituisce la forza degli oli essenziali: le molteplici molecole lavorano insieme e si rinforzano l'un l'altra!

2 - oli essenziali ed energia


Gli oli essenziali, in virtù della struttura delle loro molecole aromatiche, scambiano elettroni con l'ambiente nel quale si trovano e si parlerà di oli essenziali a carica positiva quando queste molecole acquisiscono degli elettroni e a carica negativa quando li cedono, questi scambi fanno parte di ciò che in chimica si chiamano reazioni di ossidoriduzione (la nozione di redox ricorderà sicuramente qualcosa a coloro hanno avuto il piacere di studiare materie scientifiche ;) ).

Degli esperimenti in vitro hanno dimostrato che molte molecole aromatiche possiedono proprietà antiossidanti, molto alla moda ultimamente, che permettono di limitare l'azione dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare.

Altri esperimenti in vivo hanno invece dimostrato che determinati oli essenziali possono al contrario avere un effetto ossidante, favorirebbero quindi la distruzione di cellule danneggiate.

3 - oli essenziali e informazione nervosa


Si tratta del terzo e ultimo pilastro dell'aromaterapia, e anche dell'aspetto meno studiato dalla scienza moderna. Le molecole aromatiche raggiungono molto facilmente il bulbo olfattivo situato nel cervello, grazie alla grande volatilità che le contraddistingue, permettendo quindi di creare delle reazioni a catena in grado di attivare funzioni biologiche e fisiologiche nell'organismo. A dimostrazione di questo, basti pensare che una buona parte dei nostri ricordi d'infanzia e quindi delle nostre emozioni sono legati a determinati odori (chiedete a Proust della sua famosa madeleine...).

Attenzione però alle derive della psicoaromatologia, un'altra moda che non ha nulla di scientifico, più vicina all'occultismo che alla biochimica.

Conclusioni

...la potenza degli oli essenziali è data da:

  • concentrazione: veri e propri concentrati di piante, un flacone contiene l'essenza di diversi kg di materia vegetale;
  • composizione chimica: decine, se non centinaia di molecole aromatiche in proporzioni variabili in base alla zona di coltura;
  • capacità di attraversare i tessuti e di raggiungere rapidamente la parte interessata;
  • l'effetto sinergia: le molecole interagiscono rinforzando reciprocamente la loro azione;
  • la capacità di scambiare energia con l'ambiente circostante attraverso lo scambio di elettroni;
  • aroma: le molecole aromatiche innescano delle reazioni nelle zone olfattive cerebrali.

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